CAMMINO – DUNQUE SONO

”Percorriamo i nostri itinerari quotidiani con la mente ingombra di miriadi di pensieri incontrollati e questo automatismo è impresso talmente bene dentro di noi che risulta difficile pensare che possa scomparire di punto in bianco, senza problemi. Tuttavia abbiamo la chance di creare un nuovo automatismo, che potrebbe suonare così: cammino, quindi cammino. Cammino quindi non mi lascio dominare da pensieri in- consapevoli e incontrollati. Cammino – e so di camminare. Cammino – dunque sono.”

”Meditazione Camminata – Passo dopo passo”: http://ow.ly/YE5Wm

LE CINQUE FORME DI MEDITAZIONE CAMMINATA: 1) MEDITAZIONE CAMMINATA VIPASSANA MOLTO LENTA

LE CINQUE FORME DI MEDITAZIONE CAMMINATA: 1) MEDITAZIONE CAMMINATA VIPASSANA MOLTO LENTA

– Ambientazione: di norma all’aperto, possibile anche all’interno
– Velocità: da lenta a molto lenta, a tratti come al rallentatore
– Coordinazione con il respiro: diverse le modalità, nulla di stabilito
– Intensità della concentrazione: molto elevata
– Comunicazione con altri: nulla 

“Iniziate la meditazione camminata vera e propria sollevando dapprima il piede sinistro, portandolo in avanti e quindi appoggiandolo di nuovo a terra. Mentre il piede sinistro si appoggia e conclude il primo passo, il piede destro comincia già a staccarsi dal suolo per poi sollevarsi a sua volta, portarsi avanti e infine appoggiarsi a terra. Non dovete fare altro che effettuare il normale movimento della camminata, solo con lentezza e in piena e consapevole concentrazione.

Questa concentrazione consapevole all’inizio dovrebbe orientarsi unicamente alle tre fasi del movimento del piede: sollevare, portare avanti, appoggiare. Il focalizzarsi della concentrazione sul movimento del piede può essere rafforzato andando a distinguere addirittura cinque fasi: distacco del piede da terra, sollevamento, spostamento del piede in avanti, abbassamento, appoggio.
Tuttavia dovreste abbandonare presto l’attitudine a nominare a livello interiore le diverse fasi, che siano tre o cinque, e giungere a una concentrazione che si realizzi senza una definizione verbale.

In questo contesto i vostri sensi percepiranno e registreranno impulsi sempre nuovi e diversi: avvertirete i movimenti delle gambe, delle braccia, il contatto della pelle con l’aria, il calore del sole, la presenza di rumori, il volo di una vespa e lo stormire delle frasche al vento. A questo si aggiungeranno i vostri pensieri, cioè l’attività della mente che desidera protrarre la propria abitudine a procacciarsi cose belle e a individuare per tempo e respingere la presenza di cose negative. Una mente che mira a valutare e commentare. Che vi “proporrà” di valutare negativamente il freddo o il caldo e vi “chiederà” di risolvere questo “problema”.

Ma voi non volete risolvere nulla. Voi non volete volere. E nemmeno esiste qualcosa da risolvere o da volere. Esiste solo il contatto del piede con il terreno, il movimento del piede, il passo stesso. (…) Non vi lasciate coinvolgere dalle abitudini delle reazioni e dei pensieri. Continuate a tornare al movimento dei piedi. Camminate per camminare. Camminate sapendo di camminare.”

Estratto da “Meditazione Camminata: Passo dopo Passo – Guida pratica” di Volker Winkler, pubblicato da “Edizioni Il Punto d’Incontro”

Per ordinare il libro: Edizioni Il Punto d’Incontro